Mercati

Vendita e distribuzione di stock di abbigliamento firmato nei principali mercati internazionali

“Dopo aver attraversato e conquistato le più importanti piazze italiane e stretto durature collaborazioni con le più importanti Maison di Moda del made in Italy, nel 1990 con la caduta del muro di Berlino e l’apertura verso l’est Europa, si comprende che ci sono nuovi mondi che si affacciano per la prima volta al mercato occidentale.
Viaggiamo per mesi interi in Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Russia, Azerbaijan, per cercare clienti interessati a comprare i nostri stock dei più importanti brand italiani e per stringere partnership durature in questi mercati.”

Giuseppe Caviglia

Sample chart
Lilla spa opera attualmente su numerosi mercati, con approcci diversi a seconda delle caratteristiche locali. Particolare importanza nel nostro business rivestono quei paesi che, distanti dagli standard occidentali per ragioni economiche, socio-politiche, congiunturali, non presentano per le aziende le condizioni di uno sviluppo remunerativo della distribuzione primaria.

Si tratta sostanzialmente di:

  • Mercati con potere di acquisto ridotto, ai quali ci si deve proporre con livelli di prezzo accessibili;
  • Mercati a stagionalità inversa, dove si può collocare con immediatezza il prodotto della stagione appena conclusa;
  • Mercati a difficile penetrazione, per barriere protezionistiche, dove si può immettere prodotto solo abbattendo il costo merce iniziale;
  • Mercati non soggetti ad alternanza stagionale, che possiedono ampie capacità di assorbimento e rappresentano potenziali sbocchi futuri.

“Nel 1993 in Polonia apriamo il primo mono brand Max Mara, e subito dopo diventiamo importatori e distributori ufficiali del gruppo Max Mara, Marella, Marina Rinaldi, eccetera.
Dopo 7 anni dall’esperienza Max Mara in Polonia, viaggiamo verso l’Asia e ci spostiamo su Filippine, Tailandia, Vietnam, Indonesia: paesi poveri ma emergenti. Nelle Filippine strutturiamo un gruppo di 36 punti vendita, arrivando a vendere circa 500.000 pezzi di grandi firme l’anno.“

Giuseppe Caviglia